Tutti prima o poi si trovano a dover affrontare le proprie paure, i timori più profondi, gli sbagli commessi o le colpe, più o meno gravi, di cui ci si è macchiati. Il modo in cui la nostra coscienza affronta questi incontri ci fa assumere la condizione di dannati o di redenti: dannati come le anime che Dante incontra nel suo viaggio all’Inferno o redenti come lo stesso Dante che, guidato da Virgilio, compie un percorso di purificazione morale che ogni uomo dovrebbe compiere in questa vita per liberarsi dal peccato. Una presa di coscienza del peccato “punito” che gli consente e ci consente, di superarlo.

L’Inferno è una condizione che l’uomo si crea affrontando il peccato in maniera sbagliata, affrontando il Male in modo accondiscendente. Il peccato non è e non deve essere una condizione permanente. La sua conoscenza, sotto la guida della ragione, può portare l’uomo a ritrovare se stesso, ad uscire da quella situazione di immobilità che caratterizza lo stesso Lucifero conficcato al centro della Terra, per poi uscire fuori “a riveder le stelle”.

Coerentemente con la sua visione fortemente Cristiana, Dante presenta l’Inferno come perdita di Dio e di se stessi. Mentre scende lentamente nell’abisso infernale, incontra figure e storie esemplari caratterizzate dalla scelta della non-verità, della lontananza da Dio in favore delle cose terrene, con le conseguenze che questa scelta porta con sé.

Ma anche una lettura non supportata dalla fede religiosa ci mostra come la conoscenza del Male, sotto la guida della ragione, possa portare al superamento della condizione infernale. Alla luce di tutto questo siete dunque invitati all’incontro con quei personaggi che vi faranno giudicare il Male, anche il vostro Male, per potervene liberare.

Benvenuti all'Inferno.